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La commedia di Eduardo di cui tratto oggi è tra le più note al grande pubblico. Alla domanda “te piace u’ presepe”, tutti vanno con la mente alla Napoli che si lascia vendere sulle bancarelle, che si affida alla protezione del cornetto o canta sulle note di un melanconico mandolino. Questa città è come una bella donna araba a cui non viene permesso di esibire il proprio volto, vero e reale, ma obbligata dalla storia a mostrare le sue vesti, che seppure finemente ornate restano futili spoglie. Mi fermo qui, perché il tema oggi trattato è un altro.
“Natale in casa Cupiello” fu messa in scena per il Natale del 1931, ed è annoverata al pari de “L’abito nuovo”, tra le commedie della raccolta “La cantata dei giorni pari”. Si tratta, come per l’altra commedia, di una collocazione impropria, in quanto Eduardo già da questo testo, precedente a quello pirandelliano, inizia ad interrogarsi su temi che vanno ben oltre quelli che ordinariamente conferiscono quella giusta leggerezza che connota una commedia.
L’edizione che amo di più è quella del 1962 (youtube:Il teatro di Eduardo), perché quella compagnia a mio avviso rappresenta, per Eduardo, la migliore squadra di sempre. Nel futuro tra i vari avvicendamenti entreranno a far parte del gruppo anche Luisa Conte, Pupella Maggio, e ancora dopo il figlio Luca e la figlia della seconda moglie, Angelica Ippolito, Franco Angrisano, e tanti altri anch’essi bravissimi (ci sarà spazio persino per un giovanissimo Vincenzo Salemme). Eduardo chiedeva molto ai suoi collaboratori. Era convinto che le espressioni posturali e soprattutto la mimica facciale peculiare di ogni attore in scena, dicono spesso più di tante battute. Chissà se nel prosieguo riusciremo ad approfondire questo aspetto....
Vado al punto. La mia domanda di oggi è semplice ed ovvia. Perchè Lucariello pone insistentemente a Tommasino la domanda “te piace u’ presepe”? Tutti noi l’abbiamo sentita almeno una volta nella vita, e la ripetiamo pedissequamente, spesso per rimarcare un’esortazione percepita come ossessiva. Ma siamo sicuri di comprendere la domanda che realmente Eduardo ci sta rivolgendo?